Tappa 6

Montano Antilia - San Mauro la Bruca

Cammino di San Nilo | Tappa 6

Montano Antilia - San Mauro la Bruca

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Il percorso

La sesta tappa del Cammino di San Nilo prevede l’arrivo al luogo dove sorse il monastero di San Nazario, che accolse San Nilo da Rossano per essere tonsurato. 

Abbandonata la montagna, la discesa da Montano Antilia tra gli uliveti è agevole e il percorso si immerge nuovamente nella macchia mediterranea, che nella frazione di Massicelle tocca quota 250 m. 

La suggestiva sosta all’Abbazia italogreca di Santa Cecilia, al di sotto del borgo di Castinatelli, introduce alla parte finale del cammino e segna il momento più «ascetico» di tutto il percorso.

Dove si trova

Il Comune di San Mauro la Bruca è un’area verde nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su una dorsale collinare che si abbassa verso la valle del fiume Lambro, con importanti attrattive naturalistiche e paesistiche; la particolare posizione geografica consente di ammirare il paesaggio del Golfo di Palinuro e del monte Bulgheria da una posizione privilegiata. 

Il toponimo si lega all’antica appartenenza del paese alla giurisdizione di Sant’Eufemia, in Calabria, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Fulcro urbanistico del piccolo borgo è la Chiesa Madre di Sant’Eufemia, rinascimentale e tardobarocca; nel centro storico c’è inoltre il bel palazzo baronale De Cusatis.

Il patrimonio naturalistico dunque si fonde con l’eredità storica e culturale in cui l’attività rurale non ha perso la sua funzione trainante. 

Un po' di storia

L’abitato di San Nazario sorse e si sviluppò intorno al monastero italogreco in cui vestì l’abito monastico San Nilo. Il giovane Rossanese giunse in questo piccolo borgo nel 940, in fuga dalla sua Calabria, per vestire l’abito monastico su indirizzo di San Fantino il Giovane. Nilo fugge dalla Calabria, ricercato dalle autorità bizantine, perché la legislazione di Giustiniano non permetteva ad un uomo sposato di monacarsi ed abbandonare la famiglia ( a meno che anche questi seguissero la scelta).

In questo breve periodo, come racconta la sua agiografia, Nilo diede segni della sua santità, dimostrando la velleità del suo antico servitore che gli dichiarava di invidiare e ammirare la sua scelta, e predicendo l’infelice fine del modesto ma dispotico governatore del paese. Il Santo monaco aveva ammonito il prepotente, che teneva assoggettata alle proprie voglie un’inserviente del monastero e aveva osato addirittura incontrarsi con lei lì dentro; ma costui ribatté che gli rimanevano dieci anni di vita, e ne avrebbe usati otto per fare tutti i propri comodi e calpestare chiunque lo contrastasse, gli altri due per fare penitenza e guadagnarsi il perdono divino e la salvezza. Al che il padre Nilo, adirato, gli preannunciò che i dieci anni non sarebbero stati che dieci giorni. Assalito da un’improvvisa febbre, il tiranno giacque allettato per nove dì, il decimo cessò di vivere, vittima della propria intemperanza. Al domestico, poi, che lo aveva raggiunto da Rossano e gli diceva «beato te, che hai scelto la parte migliore, che mai ti sarà tolta», propose di seguire il proprio esempio; ma, quando costui gli oppose il pretesto di non possedere cappa e talare che vestono i monaci, San Nilo gli donò prontamente la propria; e stava per spogliarsi anche della tunica, però ne fu impedito dal servitore mortificato per averlo messo in difficoltà, il quale andò via portando con sé il solo mantello e promettendo che si sarebbe sforzato «nel mondo» di compiacere a Dio. Poi il santo Padre si fece dare una pelle di quelle che venivano lavorate dalla comunità religiosa e se ne cucì un copricapo nella foggia propria dei monaci bizantini, con le croci ricamate sulla fronte.

Intorno al monastero di San Nazario continuò a crescere il piccolo borgo, dedito prevalentemente ad attività agropastorali e alla produzione della cartapecora utilizzata soprattutto dagli scriptoria della zona nella produzione di codici. Infatti, tra la Chiesa e la piazza dedicata a San Nilo sono ancora visibili le vasche nei pressi della Chiesa e i mulini, alcuni ben conservati, che alimentavano le attività dei monaci. 

I servizi

La frazione di San Nazario dista circa 2 Km dal centro di San Mauro la Bruca , dove si trovano la sede del Municipio, la guardia medica, l’Ufficio postale ( chiuso il lunedì) , il supermercato e l’Albergo comunale. A San Mauro la Bruca non è possibile prelevare attraverso Bancomat.

Dove mangiare e dormire

Si può dormire nella frazione di San Nazario presso il B&B “la casa degli Angeli” , un bell’appartamento con vista sulla Chiesa di San Nazario, provvisto anche di cucina e bagno privato.

San Mauro offre anche una possibilità unica ai pellegrini, dormire in un alloggio comunale nel centro storico. L’edificio da poco restaurato ha cinque camere doppie con bagno privato ed un ristorante con cucina dove poter degustare i piatti tipici della zona.

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega San Mauro la Bruca ai paesi limitrofi è gestito da:

Autolinee Lamanna cliccare al link da/verso il Golfo di Policastro 
Autolinee Curcio  cliccare al link mobilità locale – Golfo di Policastro 
 

Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”.

Tappa 5

Rofrano - Montano Antilia

Tappa 7

San Mauro la bruca - Palinuro

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