5 Cose che devi sapere sul Cammino di San Nilo

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Che cos'è il Cammino di San Nilo?

Il Cammino di San Nilo nel Cilento bizantino è un itinerario turistico di circa 100 km suddiviso in 7 tappe. Parte dal comune di Torraca e si snoda nel Basso Cilento fino ad arrivare a Palinuro, nel comune di Centola, attraversando 11 bellissimi borghi immersi nella natura del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. 

Il Cammino di San Nilo ricalca il percorso che portò il giovane Nicola, nativo di Rossano Calabro, a vestire l’abito monastico e ricevere il nome di “Nilo” a San Nazario – attualmente frazione del comune di San Mauro la Bruca – dove realizzò la sua vocazione monastica. 

A chi è rivolto?

Il percorso è accessibile a tutti ed è stato ideato e realizzato per permettere a tutti di partecipare, dai più giovani ai più adulti. Si consiglia un po’ di allenamento prima della partenza  perché si alternano salite e discese per la conformazione tipica del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, per cui in alcune tappe potrebbe risultare faticoso a chi è abituato a camminare in pianura. 

Il cammino non è una corsa a chi arriva prima o un’avventura per esperti di trekking, ma un’esperienza personale da vivere in sintonia con il gruppo.

Devo essere credente per partecipare?

No. Il Cammino di San Nilo è un’esperienza di viaggio a piedi a contatto con la natura e le comunità locali. Il Cammino ti permette di conoscere un mondo a noi sconosciuto e di capire quanto il monachesimo sia stato importante in queste regioni  e quanto ha contributo alla formazione della nostra identità. Come i migliori viaggi a piedi, è anche l’occasione per i pellegrini di conoscere le abitudini culinarie di questa zona del Sud Italia e di assaggiare i deliziosi piatti della Dieta Mediterranea.

Ci sarà una guida autorizzata?

Ci saranno due guide ad accompagnarti durante il viaggio. Carlo , Guida esperta AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche ), amante della natura con un’esperienza trentennale di escursionismo e Settimio , ideatore del progetto “Cammini Bizantini”, amante di viaggi e sviluppo locale.

Cosa portare per fare il Cammino?

E’ importante partire avendo preparato bene lo zaino, il peso non è un elemento trascurabile per un pellegrino. Si consiglia in generale di avere uno zaino leggero, per i dislivelli che si incontrano frequenti nelle tappe, e l’abbigliamento obbligatorio con scarpe da trekking (meglio alte che basse), un kway per la pioggia, una borraccia, una lampadina e un costume da bagno da utilizzare all’arrivo dell’ultima tappa a Palinuro. E’ comunque previsto a pagamento  il servizio di trasporto bagagli.  

Per ulteriori info, scrivici a info@camminibizantini.com 

Cammini Bizantini

Cammini Bizantini

Tappa 7

San Mauro la Bruca - Palinuro

Cammino di San Nilo | Tappa 7

San Mauro la Bruca - Palinuro

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Il percorso

La meta del Cammino di San Nilo nel Cilento bizantino è San Mauro la Bruca, ma non la fine del viaggio. Il Cammino, infatti, prosegue seguendo il corso del fiume Lambro che da San Mauro la Bruca arriva a Palinuro con un percorso di 13,5 km. È una passeggiata rilassante verso  il mare e la costa, che simboleggia la speranza del pellegrino dopo giorni di sacrificio per raggiungere la meta.

Dove si trova

Il territorio di Palinuro fa parte del Comune di Centola ed è attraversato dai fiumi Lambro e Mingardo. È meta di turisti provenienti da tutte le parti del mondo, perché vanta un mare cristallino, spiagge di sabbia incantevole e la presenza di grotte lungo la costa.

Un po' di storia

La tradizione locale, accolta da Virgilio nel suo poema epico, volle che l’eroe eponimo facesse parte della spedizione di Enea di ritorno all’antiqua Mater, dopo la caduta di Troia. A nord del territorio si conservano ancora cospicui resti d’età romana.

Ma la storia antica rimanda alla fondazione, intorno alla metà del sesto secolo, dell’abitato di Palinuro, sulla collina di San Paolo e sulla Tempa della Guardia (dov’è un piccolo parco archeologico). A fondarla fu il popolo degli Enotri, proveniente dal Vallo di Diano, in concomitanza col sorgere della Molpa magnogreca (una colonia della Magna Grecia nella zona di Palinuro), con la quale batté moneta, ricadendo poi nella sfera d’interessi della vicina colonia focea di Elea, fondata fra il 540 e il 535 avanti Cristo. Il declino e poi la scomparsa della città greca avvenne, a partire dalla fine del quinto secolo, in parallelo col declino e la scomparsa dell’abitato antico di Sala.

A Palinuro la macchia mediterranea è arricchita da un «fossile vivente», la Primula Palinuri, che cresce solo nell’arco di costa che va dalle spiagge del Mingardo al Capo Palinuro e richiama l’era geologica frequentata dai dinosauri. Per “fossile vivente” si intende infatti un organismo vivente che ha caratteristiche morfologiche e strutturali primitive che non si ritrovano negli altri organismi della stessa specie, magari evolutisi nel tempo.

I servizi

Essendo una rinomata località turistica, Palinuro ha banche con servizio di Bancomat, l’Ufficio Postale con servizio di Postamat, agenzie di viaggio e un buon servizio d’informazione turistica. Ci sono poi diversi supermercati e negozi di souvenir per fare shopping. 

Dove mangiare e dormire

Tanti e di ogni tipologia sono i posti dove poter mangiare e dormire a Palinuro, essendo una località balneare e molto affollata d’estate. Noi abbiamo scelto l’Agriturismo Isca delle donne, un’azienda agricola a carattere familiare che da oltre un secolo viene gestita con amore dalla famiglia Merola.

Come raggiungere ..

Palinuro è facilmente raggiungibile sia in automobile, che in treno. Si trova a circa 150 km a sud di Salerno; vi si giunge attraversando l’autostrada del Mediterraneo A2 fino allo svincolo Padula/Buonabitacolo e poi percorrendo la SS517 “Bussentina” per Policastro e poi la SS18 “Cilentana” fino all’uscita di Poderia. I collegamenti in treno sono frequenti sia da Napoli che da Salerno Trenitalia . Nel periodo estivo (da giugno a settembre) è attivo il servizio TAV (Alta Velocità) che collega la nuova stazione ferroviaria Palinuro/Camerota a Milano in poco più di 5 ore anche con Italotreno.

 

Con l’autobus le ditte che effettuano le corse da e per Palinuro sono:

Autolinee Lamanna cliccare al link da/verso il Golfo di Policastro 
Autolinee Curcio  cliccare al link mobilità locale – Golfo di Policastro 
 

Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”.

Tappa 6

Montano Antilia - San Mauro la Bruca

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Tappa 6

Montano Antilia - San Mauro la Bruca

Cammino di San Nilo | Tappa 6

Montano Antilia - San Mauro la Bruca

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Il percorso

La sesta tappa del Cammino di San Nilo prevede l’arrivo al luogo dove sorse il monastero di San Nazario, che accolse San Nilo da Rossano per essere tonsurato. 

Abbandonata la montagna, la discesa da Montano Antilia tra gli uliveti è agevole e il percorso si immerge nuovamente nella macchia mediterranea, che nella frazione di Massicelle tocca quota 250 m. 

La suggestiva sosta all’Abbazia italogreca di Santa Cecilia, al di sotto del borgo di Castinatelli, introduce alla parte finale del cammino e segna il momento più «ascetico» di tutto il percorso.

Dove si trova

Il Comune di San Mauro la Bruca è un’area verde nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su una dorsale collinare che si abbassa verso la valle del fiume Lambro, con importanti attrattive naturalistiche e paesistiche; la particolare posizione geografica consente di ammirare il paesaggio del Golfo di Palinuro e del monte Bulgheria da una posizione privilegiata. 

Il toponimo si lega all’antica appartenenza del paese alla giurisdizione di Sant’Eufemia, in Calabria, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Fulcro urbanistico del piccolo borgo è la Chiesa Madre di Sant’Eufemia, rinascimentale e tardobarocca; nel centro storico c’è inoltre il bel palazzo baronale De Cusatis.

Il patrimonio naturalistico dunque si fonde con l’eredità storica e culturale in cui l’attività rurale non ha perso la sua funzione trainante. 

Un po' di storia

L’abitato di San Nazario sorse e si sviluppò intorno al monastero italogreco in cui vestì l’abito monastico San Nilo. Il giovane Rossanese giunse in questo piccolo borgo nel 940, in fuga dalla sua Calabria, per vestire l’abito monastico su indirizzo di San Fantino il Giovane. Nilo fugge dalla Calabria, ricercato dalle autorità bizantine, perché la legislazione di Giustiniano non permetteva ad un uomo sposato di monacarsi ed abbandonare la famiglia ( a meno che anche questi seguissero la scelta).

In questo breve periodo, come racconta la sua agiografia, Nilo diede segni della sua santità, dimostrando la velleità del suo antico servitore che gli dichiarava di invidiare e ammirare la sua scelta, e predicendo l’infelice fine del modesto ma dispotico governatore del paese. Il Santo monaco aveva ammonito il prepotente, che teneva assoggettata alle proprie voglie un’inserviente del monastero e aveva osato addirittura incontrarsi con lei lì dentro; ma costui ribatté che gli rimanevano dieci anni di vita, e ne avrebbe usati otto per fare tutti i propri comodi e calpestare chiunque lo contrastasse, gli altri due per fare penitenza e guadagnarsi il perdono divino e la salvezza. Al che il padre Nilo, adirato, gli preannunciò che i dieci anni non sarebbero stati che dieci giorni. Assalito da un’improvvisa febbre, il tiranno giacque allettato per nove dì, il decimo cessò di vivere, vittima della propria intemperanza. Al domestico, poi, che lo aveva raggiunto da Rossano e gli diceva «beato te, che hai scelto la parte migliore, che mai ti sarà tolta», propose di seguire il proprio esempio; ma, quando costui gli oppose il pretesto di non possedere cappa e talare che vestono i monaci, San Nilo gli donò prontamente la propria; e stava per spogliarsi anche della tunica, però ne fu impedito dal servitore mortificato per averlo messo in difficoltà, il quale andò via portando con sé il solo mantello e promettendo che si sarebbe sforzato «nel mondo» di compiacere a Dio. Poi il santo Padre si fece dare una pelle di quelle che venivano lavorate dalla comunità religiosa e se ne cucì un copricapo nella foggia propria dei monaci bizantini, con le croci ricamate sulla fronte.

Intorno al monastero di San Nazario continuò a crescere il piccolo borgo, dedito prevalentemente ad attività agropastorali e alla produzione della cartapecora utilizzata soprattutto dagli scriptoria della zona nella produzione di codici. Infatti, tra la Chiesa e la piazza dedicata a San Nilo sono ancora visibili le vasche nei pressi della Chiesa e i mulini, alcuni ben conservati, che alimentavano le attività dei monaci. 

I servizi

La frazione di San Nazario dista circa 2 Km dal centro di San Mauro la Bruca , dove si trovano la sede del Municipio, la guardia medica, l’Ufficio postale ( chiuso il lunedì) , il supermercato e l’Albergo comunale. A San Mauro la Bruca non è possibile prelevare attraverso Bancomat.

Dove mangiare e dormire

Si può dormire nella frazione di San Nazario presso il B&B “la casa degli Angeli” , un bell’appartamento con vista sulla Chiesa di San Nazario, provvisto anche di cucina e bagno privato.

San Mauro offre anche una possibilità unica ai pellegrini, dormire in un alloggio comunale nel centro storico. L’edificio da poco restaurato ha cinque camere doppie con bagno privato ed un ristorante con cucina dove poter degustare i piatti tipici della zona.

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega San Mauro la Bruca ai paesi limitrofi è gestito da:

Autolinee Lamanna cliccare al link da/verso il Golfo di Policastro 
Autolinee Curcio  cliccare al link mobilità locale – Golfo di Policastro 
 

Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”.

Tappa 5

Rofrano - Montano Antilia

Tappa 7

San Mauro la bruca - Palinuro

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Tappa 5

Rofrano - Montano Antilia

Cammino di San Nilo | Tappa 5

Rofrano - Montano Antilia

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Il percorso

La quinta tappa del Cammino di San Nilo è lunga 15,8 km: si parte da Rofrano per attraversare il garbato centro abitato di Laurito, con dimore signorili e un’urbanistica ancora abbastanza integra, e quindi arrivare a Montano Antilia. 

Una volta a Laurito si consiglia di visitare la chiesa di San Filippo d’Agira, con affreschi rinascimentali che ricordano le origini italogreche del culto sviluppato intorno al Santo siciliano.

Dove si trova

Montano Antilia è incastonato nei boschi di castagni ai piedi del Gelbison, ed è considerato «la terrazza» del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, per la vista panoramica sulla costa cilentana meridionale: di qui è possibile ammirare le vallate dei fiumi Lambro e Mingardo, il monte Bulgheria – localmente definito «la Leonessa», per la caratteristica sagoma che evoca da questa prospettiva il felino a riposo –, il Capo Palinuro, il Pollino, il monte La Mula, e nei giorni di massima visibilità le isole Eolie.

Un po' di storia

Montano Antilia appartenne sempre al territorio di Cuccaro Vetere col nome di Montana, e fu un piccolo casale che le numerazioni, ovvero i censimenti della popolazione del Regno di Napoli, menzionano a partire dal secolo XVI. 

Staccatosi successivamente da Cuccaro Vetere, fu dato in feudo ai Monforte.

Da Montano partì nel 1828 la rivolta dei «Filadelfi» capeggiata dal canonico De Luca, dal cancelliere comunale Pietro Bianchi e dalla consorte Alessandrina Tambasco Bianchi, che scontarono con la morte l’adesione ai moti rivoluzionari del primo Ottocento. Una lapide sulla facciata del Palazzo Bianchi dal 1964 commemora i moti cilentani e le loro gesta.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laurito, appartenente al Distretto di Vallo nel Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia, ha fatto parte del mandamento di Laurito, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

I servizi

A Montano Antilia si trova una guardia medica, una Banca con servizio di Bancomat, l’Ufficio Postale con servizio di Postamat e un supermercato.

Dove mangiare e dormire

«Cammini Bizantini» ha in atto una collaborazione con l’Associazione «La Leonessa del Cilento», con l’intento di mettere in pratica un progetto di ospitalità diffusa, che sfrutta le potenzialità d’una serie di abitazioni private, aperte ai viaggiatori. In alternativa ci sono due B&B e un ristorante tipico, che funge anche da bar, all’inizio del borgo e l’Agriturismo ai monaci a Montano Antilia  

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega Montano Antilia ai paesi limitrofi è gestito da

Autolinee Lamanna cliccare al link da/verso il Golfo di Policastro 
Autolinee Curcio  cliccare al link mobilità locale – Golfo di Policastro 
 

Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”.

Tappa 4

Caselle in Pittari - Rofrano

Tappa 6

Montano Antilia - San Mauro la Bruca

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Tappa 4

Caselle in Pittari - Rofrano

Cammino di San Nilo | Tappa 4

Caselle in Pittari - Rofrano

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Il percorso

La quarta tappa del Cammino di San Nilo collega Caselle in Pittari col borgo di Rofrano, e ripercorre il tracciato che i pellegrini da sempre seguono per raggiungere il Monte Sacro. Il percorso è lungo 17,3 km ed attraversa il fitto bosco del monte Centaurino per un dislivello generale di 1230 m circa.

Dove si trova

Rofrano occupa una posizione baricentrica fra la costa e il Monte Cervati. Da secoli è anche la tappa principale per i numerosi fedeli che provenienti da tutta la Lucania storica (oggi divisa fra Basilicata, Calabria cosentina tirrenica, Vallo di Diano e Cilento) vanno in pellegrinaggio al Santuario mariano del Monte Sacro (o Gelbison). Il Cammino di San Nilo ricalca quindi un tratto del pellegrinaggio al Monte Gelbison.

Offre uno spettacolo naturalistico incantevole, che abbraccia i boschi di castagno sulle basse pendici e le faggete a quota elevata, attraversati da torrenti che disegnano cascate, gore e spiaggette.

Rofrano è ricca di sorgenti d’acqua e proprio da qui parte il corso del fiume Mingardo, chiamato Faraone nel tratto superiore.

Un po' di storia

Il nucleo originario di Rofrano sorse intorno a un monastero intitolato a Santa Maria di Grottaferrata, che ospitava una comunità di monaci italogreci. 

Del complesso religioso si conserva oggi l’impianto generale, in cui primeggia la chiesa, significativamente rimaneggiata nell’ultimo restauro. La piazza antistante la Chiesa è, infatti, dedicata a San Nilo.

Il monastero fu sostituito nelle epoche successive dalla dimora baronale dei feudatari succedutisi nel territorio di Rofrano.

Nel 1131 re Ruggiero II, dal Palazzo di Palermo, donò all’archimandrita (monaco superiore) di Grottaferrata, vicino Roma, vari monasteri e altri immobili che furono assoggettati a quello di Rofrano.

I servizi

A Rofrano si trova una guardia medica, una farmacia, una Banca con servizio di Bancomat, l’Ufficio Postale con servizio di Postamat e diversi negozi di generi alimentari.

Dove mangiare e dormire

Il B&B La Torretta è il posto ideale per dormire nel centro storico, in un ambiente familiare d’altri tempi. Un maestoso giardino collega l’alloggio alla chiesa di Santa Maria di Grottaferrata.

L’Agriturismo «Il Convivio» offre invece una valida alternativa per chi vuole riposare isolato nella natura incontaminata.

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega Rofrano ai paesi limitrofi è gestito da 

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Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”.

Tappa 3

Morigerati - Caselle in Pittari

Tappa 5

Rofrano - Montano Antilia

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Tappa 3

Morigerati - Caselle in Pittari

Cammino di San Nilo | Tappa 3

Morigerati - Caselle in Pittari

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Il percorso

La terza tappa sul Cammino di San Nilo ha una lunghezza di 9 km e il percorso parte dal borgo di Morigerati per arrivare al  centro di Caselle in Pittari. Si inizia con un percorso in discesa di 1km che porta all’Oasi WWF, per poi risalire verso la grotta di San Michele con un dislivello in ascesa di circa 600 m. Lo scenario che si apre ai viaggiatori dall’alto del Monte Pittari è semplicemente fantastico e suggestiva diventa la visita alla grotta di San Michele. 

Dove si trova

Anche Caselle in Pittari, come Morigerati, sorge in montagna, in mezzo a boschi, corsi d’acqua e grotte. E’ proprio qui, infatti, che si trova uno dei fenomeni carsici più affascinanti e imponenti dell’Italia, l’Inghiottitoio (dove l’acqua sprofonda nel suolo) del Bussento, nel quale si riversa il fiume omonimo per poi riemergere dopo un percorso sotterraneo di circa 4 km in linea d’aria e un dislivello di circa 100 metri, dalla Risorgenza del Bussento, nei pressi dell’abitato di Morigerati. Con queste caratteristiche il percorso sotterraneo del fiume Bussento è secondo, in Italia, solo a quello del Fiume Timavo in Istria. 

Il fenomeno carsico dell’area è fortemente condizionato dall’assetto geologico e geomorfologico: la presenza di corsi d’acqua che scorrono su una copertura terrigena impermeabile, crea le condizioni ideali per la formazione di inghiottitoi. I principali fra questi sono ubicati al margine nord del M.te Pannello, in un’area di circa 1 kmq, che comprende gli ingressi dell’Inghiottitoio del Bussento, dell’Orsivacca, del Caravo e del Cozzetta, che costituiscono un reticolo idrografico sotterraneo molto complesso.

Un po' di storia

Un primo abitato indigeno, risalente al VII-VI a.C., sorse sul monte San Michele, a sud dell’odierna Caselle, a guardia della «via del sale», che in epoca arcaica si snodava lungo il corso del Bussento e univa il Vallo di Diano al Golfo di Policastro e a Palinuro.

Testimonianza dell’insediamento sono i resti di materiale ceramico qui ritrovati, che hanno dato l’avvio a successive campagne di scavo.

È probabile che a sudovest dell’attuale Caselle sorgesse un secondo abitato, certamente lucano. Nella località Laurelli, gli scavi hanno messo in luce un’area di notevole interesse archeologico, una necropoli lucana, con tombe a camera in blocchi di tufo regolari, e reperti d’età romana.  Caselle è arroccata su una collina sormontata da una torre angioina. Si racconta che la torre fosse molto più alta dell’attuale e che sia stata danneggiata dagli atti vandalici di alcuni casellesi, i quali trovarono comodo servirsi delle sue pietre per costruire le proprie dimore. Caselle aggiunse l’appellativo «in Pittari» dopo l’Unità d’Italia, dal nome del Monte Pittari. 

I servizi

Nel centro di Caselle in Pittari c’è una Banca con servizio di Bancomat, nei pressi del Municipio. Vi è anche un ufficio Postale con servizio di Postamat e diversi negozi di generi alimentari.

Dove mangiare e dormire

Caselle in Pittari è ormai da anni una destinazione obbligata per chi vuole mangiare di qualità nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Segnaliamo in particolare il Ristorante Zi Filumena, la Pizzeria la Pietra Azzurra e l’Osteria Tancredi, che ha anche il suo B&B nel centro storico di Caselle.

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega Caselle in Pittari ai paesi limitrofi è gestito da:

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Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”.

Tappa 2

Casaletto Spartano - Morigerati

Tappa 4

Caselle in Pittari - Rofrano

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Tappa 2

Casaletto Spartano - Morigerati

Cammino di San Nilo | Tappa 2

Casaletto Spartano - Morigerati

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Il percorso

La seconda tappa è sicuramente tra le più spettacolari di tutto il Cammino di San Nilo. È lunga 11,2 km, con diversi dislivelli che la rendono faticosa soprattutto per chi è abituato a camminare in zone pianeggianti. 

Il primo tratto permette di arrivare nel vicino borgo di Tortorella, e di lì scendere verso il Rio Bussentino per poi inoltrarsi nella foresta del Farneto. 

Un ponte medievale, ancora ben conservato, segna l’ultimo tratto che porta nella piazza principale di Morigerati.

Dove si trova

Morigerati sorge in montagna, in mezzo a boschi, corsi d’acqua e grotte. 

Tra le gole carsiche del Bussento e il Rio Casaletto – le cui acque limpide ospitano trote, gamberi e granchi di fiume –, la macchia mediterranea accoglie il visitatore coi suoi profumi intensi. La fauna è costituita da mammiferi, come l´istrice, il gatto selvatico e il lupo, e numerose specie di rapaci. 

Un po' di storia

A Morigerati l’oasi «Grotte del Bussento», affiliata al WWF, è stata creata nel 1995 e si trova a ridosso del paese. Una mulattiera lastricata scende verso il centro visite di Morigerati al fondovalle, dove si possono visitare la grotta della risorgente alveale del fiume Bussento e un antico mulino ad acqua. 

Più avanti, nel cuore antico del paese, c’è il Museo Etnografico, riconosciuto d’interesse regionale, dove gli oltre mille pezzi custoditi raccontano la storia e il vissuto quotidiano delle popolazioni dell’entroterra cilentano tra il XVIII ed il XX secolo. Nato nel 1976 come «Museo silvopastorale della civiltà contadina», ospita la collezione di oggetti raccolti dalle sorelle Clorinda e Modestina Florenzano negli anni di frequentazione di queste contrade nella professione dell’insegnamento.

Al centro dell’abitato è il palazzo baronale, di cui si può ammirare il cortile col portale datato al 1708, la cappella gentilizia con una statua lignea della Madonna del Latte risalente al Seicento, e il loggiato affrescato. 

Superata la forra (profonda gola) di Morigerati, la strada continua a scendere in direzione dell’antica ferriera sul torrente Bussentino. 

I servizi

Nel capoluogo si trova una guardia medica con ambulanza, una farmacia e un minimarket. C’è una Banca con servizio di Bancomat e l’Ufficio Postale con servizio di Postamat. Anche la vicina frazione di Sicilì è dotata di guardia medica e un supermercato.

Dove mangiare e dormire

Arrivati a Morigerati si può degustare la cucina tipica presso il Castello oppure fare un salto nella frazione di Sicilì (a soli 3 Km) per provare l’esperienza culinaria dei grani antichi presso l’ Ustaria Rosella 

Per dormire esistono diverse opzioni, sul sito turistico del Comune di Morigerati puoi trovare  tutte le informazioni.

Noi consigliamo l’Agriturismo Murikè, (Terra delle ginestre in greco) un posto bellissimo attraversato dal fiume Bussento e gestito da Eugenio ed Angela.

 

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega Morigerati ai paesi limitrofi è gestito da: 

Autolinee Lamanna cliccare al link da/verso il Golfo di Policastro 
Autolinee Curcio  cliccare al link mobilità locale – Golfo di Policastro 
Autolinee Infante 
Queste tre ditte hanno collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”

Tappa 1

Torraca - Casaletto Spartano

Tappa 3

Morigerati - Caselle in Pittari

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Tappa 1

Torraca - Casaletto Spartano

Cammino di San Nilo | Tappa 1

Torraca - Casaletto Spartano

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Il percorso

La prima tappa del Cammino di San Nilo prevede un percorso di 19 km e parte dalla contrada del Comune di Torraca chiamata San Fantino, proprio a ridosso della baia di Sapri; qui si trovano i resti di una chiesetta intitolata al Santo monaco, vissuto nel Mercùrion e maestro di San Nilo da Rossano. Il golfo di Policastro può a giusta ragione essere considerata la parte estrema della regione del Mercùrion, rifugio di autorevoli figure del monachesimo italogreco.

È la tappa col dislivello generale più elevato, ed è faticosa soprattutto nella prima e più lunga salita che porta all’altitudine massima di 814 m. 

In compenso il panorama di cui si può godere è straordinario, come straordinario è il paesaggio che attraversa Le Caselle di Tortorella, per poi arrivare nella frazione di Battaglia.

Prima di raggiungere il centro di Casaletto, il Cammino di San Nilo raggiunge la suggestiva località dei «Capelli di Venere», un gioiello del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Dove si trova

Casaletto Spartano, all’interno del corpo montuoso che chiude la riviera di Sapri, è costituito principalmente da due nuclei abitativi, la vicina frazione di Battaglia e il capoluogo, oltre a diverse contrade rurali, circa un trentina, sparse su tutto il territorio. 

Casaletto Spartano e Battaglia sono divise dal Rio Casaletto o Bussentino e collegate tra di loro da alcuni sentieri.

Un po' di storia

Un primo documento che possa dare una collocazione storiografica al paese è una piccola epigrafe latina su pietra locale – attualmente posta all’inizio della navata sinistra della Chiesa principale dedicata a San Nicola di Bari –, che riporta la consacrazione della stessa al 1177. 

Il toponimo Casaletto, ‘piccolo casale’, ricorda che Casalectum, nel Medioevo era, insieme con Bactaleæ (Battaglia), un casale della terra di Tortorella.

Il luogo più rappresentativo di Casaletto è l’oasi naturalistica che prende nome dalla rigogliosa crescita della capelvenere (pianta simile alla felce) intorno a un vivace corso d’acqua, in prossimità del quale c’è anche un mulino ben conservato e un rudere, le Sorgitore, che regolamenta la distribuzione delle acque provenienti dalla sorgente in località Melette.

Da qui si diparte una serie di percorsi interni che consentono di raggiungere punti panoramici lungo il torrente. Il più importante sentiero, fra quelli che collegano e collegavano in passato le diverse contrade rurali fra di loro e con Casaletto e Battaglia, è senz’altro quello che guida il cammino religioso alle Rocche, presso il Santuario di Santa Maria dei Martiri (sono circa 8 km dal centro di Casaletto salendo verso la montagna) – di matrice italogreca. Nel territorio casalettano sono presenti anche numerose grotte, le principali quelle di Mariolomeo e del Vottarino, accessibili solo a esperti e solo per alcuni periodi dell’anno.

I servizi

Nel Capoluogo si trova una guardia medica con ambulanza, una farmacia e due supermercati. C’è una Banca con servizio di Bancomat e l’Ufficio Postale con servizio di Postamat. Nella frazione di Battaglia c’è un bar che vende anche generi alimentari.

Dove mangiare e dormire

Nella frazione di Battaglia, distante circa 3 Km dal centro di Casaletto, c’è una splendida dimora storica del 1492, Palazzo Gallotti, gestito da Roberto e Miriam. Palazzo Gallotti permette al viaggiatore di tornare indietro nel tempo per rivivere gli ambienti di una volta.

In alternativa si può alloggiare nel capoluogo presso il nuovo ed elegante B&B Rio Casaletto gestito in maniera egregia da Nicola e Vincenza , e mangiare in un ottimo ristorante. 

Come raggiungere ..

Il servizio di trasporto pubblico che collega Casaletto Spartano ai paesi limitrofi è gestito da:

Autolinee Lamanna cliccare al link da/verso il Golfo di Policastro 
Autolinee Curcio  cliccare al link mobilità locale – Golfo di Policastro 
Autolinee Infante collegamenti quotidiani con Salerno, Napoli e  gli aeroporti di Napoli “Capodichino” e di Roma “Fiumicino”

Tappa 2

Casaletto Spartano - Morigerati

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