Tra Natura e Storia: i tre parchi Nazionali al centro del Mediterraneo

Con circa 450.000 mila ettari  è l’area naturale protetta più grande del Mediterraneo.  E’ il cuore di quello che un tempo fu il rifugio preferito dei monaci italogreci.

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Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Di straordinaria ed impareggiabile bellezza è il Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e degli Alburni, la cui sede è a Vallo della Lucania. Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1998, il Parco include i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, ed ha un’area naturale protetta di circa 181 mila ettari che si estende dalla costa tirrenica fino all’Appennino campano lucano ( comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gibson e le rupi costiere del Monte Bulgheria e del Monte Stella). Affascinante territorio, ricco di arte, storia e cultura, impreziosito dal mito della Sirena Leucosia, e dal mito di Palinuro, dai reperti archeologici delle colonie greche di Elea e di Paestum, è uno dei tesori d’arte e paesaggio del Bel Paese. Attraversa i territori di otto Comunità Montane e circa ottanta Comuni.  Territorio assai ricco di vegetazione, adotta sin nel logo del Parco la Primula di Palinuro, una pianta appartenente alla famiglia delle Primulacee (Primula Palinuri, Petagna) che cresce spontaneamente su alcuni tratti delle coste calcaree della Campania meridionale, della Basilicata e della Calabria. Assai ricca è la fauna, all’interno del Parco. L’Aquila reale, il Falco Pellegrino, il Lanario, il Corvo imperiale, il Gracchio corallino sono alcune delle specie di rapaci presenti, cosi come si trovano le volpi, la Martora ed il Lupo, e la fauna dei corsi d’acqua che registra la maggiore presenza di lontre d’Italia. Una specie rara che vive all’interno del Parco nelle are prossime alle sorgenti, dove l’ acqua più fredda, è la Salamandra dagli occhiali, Salamandrina terdigitata, mentre tra le gole rocciose si annidano la Vipera e la Natrice.

Il Parco Nazionale Del Pollino

È il Parco Naturale più grande d’Italia, con una superficie di 192.565 ettari, dichiarato Patrimonio dell’Unesco nel 2015. Attraversa Basilicata e Calabria, le province di Potenza, Matera e Cosenza, ventiquattro comuni in Basilicata e trentadue in Calabria. Attraversa le Riserve di Rubbio in Basilicata,Raganello, Lao e Argentino in Calabria. Tantissime sono le specie arboree presenti nel Parco Nazionale del Pollino: l’abete bianco, il faggio, i sette tipi di aceri conosciuti ( l’acero di Lobelius, il pino nero, il tasso diverse specie di querce, castagni). A quote più elevate e sui pendii più scoscesi è presente il Pino loricato, emblema del Parco, (una specie botanica con esemplari di piante da oltre mille anni) specie rarissima (in Europa presente solo qui e nei Balcani), che si adatta agli habitat più ostici e a temperature rigide. Il Pino Loricato è un vero e proprio fossile vivente. La sua corteccia è formata da scaglie che ricordano le piastre metalliche delle loriche, le antiche corazze dei Romani; per questo l’albero ha preso il nome di pino loricato. In primavera, bellissime le fioriture di orchidee, viole, genziane e campanule. In estate, il raro giglio rosso, e tantissime specie di piante officinali ed aromatiche (specie di menta, timo, santoreggia, producono frutti e bacche come le mele selvatiche, i vari Prunus, le fragoline di bosco e i lamponi.

Parco Nazionale dell’Appennino Lucano

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese è un’area naturale protetta situata in Basilicata. Il Parco ha un’estensione di 68.996 ettari lungo l’Appennino lucano, comprende 29 comuni della Basilicata e 9 comunità montane. Include al suo interno le ex Riserve regionali dell’Abetina di Laurenzana, di 330 ettari circa, che tutela il più rilevante sito di abete bianco dell’Appennino meridionale, con esemplari di circa 4 metri di circonferenza media  e del Lago Laudemio , il bacino d’origine glaciale più a Sud dell’Europa , riconosciuto come  uno dei  più bei  laghi  della Basilicata per la vegetazione e le sue acque limpide.  I confini del parco sfiorano a sud quelli del territorio comunale di Maratea e integrano l’Alta Val d’Agri, la Val Camastra, l’Alta Valle del Melandro e il Lagonegrese. Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano comprende il corso del medio-alto Agri, dai confini con la provincia di Salerno alla pianura intorno alla diga di Pietra del Pertusillo, con paesaggi tipicamente montani, coperti di estese faggete e maestosi querceti. Poi quelli medio montani di Tramutola e Moliterno ricoperti di castagneti e quelli più dolcemente collinari di Montemurro  rivestiti di uliveti e vigneti. 

Cammini Bizantini

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